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venerdì 23 dicembre 2011

Arriva un pò di cibo!

Roma, 23 dicembre

La sera del 26 dicembre nelle strade e piazze della Capitale sara' offerto dalla Croce Rossa Italiana uno dei piu' grandi banchetti natalizi "in movimento" per gli indigenti, la "Cena di Natale itinerante", rivolta a circa seicento persone senza fissa dimora da assistere sotto il profilo alimentare, igienico-sanitario e per il vestiario.
  L'iniziativa, promossa in collaborazione dal Comitato Locale della Croce Rossa di Roma (Attivita' Sociali e Servizio Assistenza Senza Fissa Dimora), da 2 Comitati della provincia romana e da 10 Comitati della Croce Rossa regionale dell'Umbria, sara' realizzata attraverso l'allestimento in citta' di 4 moduli itineranti, ciascuno composto di tre automezzi (alimentare, vestiario e sanitario). I volontari dei diversi moduli forniranno vitto, vestiario, coperte, garantendo assistenza sanitaria con ambulanze adibite ad ambulatori mobili. Saranno forniti anche calzettoni e cappelli di lana.
  L'autocolonna di mezzi della Croce Rossa si spostera' lungo i seguenti itinerari: San Pietro, Prati, Piazza Venezia, Centro storico, Gianicolense, Ostiense, Eur, Magliana, Torrino, Aventino, Colosseo, Casilina, Anagnina. La Croce Rossa sara' presente naturalmente anche nelle stazioni principali: Termini, Ostiense, Tiburtina, Tuscolana. Grazie a numerosi sponsor umbri che collaborano all'iniziativa, sara' offerta una cena natalizia con prodotti tipici umbri, a base di ravioli ricotta e spinaci al sugo, salsicce e lenticchie, bruschetta sciapa con olio, panettone. Oltre alle classiche bevande ci saranno anche caffe', latte, cioccolata e te' caldo. Sessanta kg di ravioli, 40 kg di pomodori pelati, 15 kg di cipolle, 60 kg di lenticchie, 20 litri di olio di oliva artigianale, 600 salsicce, 10 kg di cioccolata solubile, 10 kg di te' solubile, 1000 paia di calzettoni e 1000 cappelli di lana sono gli ingredienti per la ricetta della solidarieta' della sera di Santo Stefano. Per questo lavoro saranno impiegati circa 100 volontari, tra cui medici e infermieri, e 16 automezzi (autovetture, pulmini, furgoni, ambulanze), 2 cucine da campo, 1 sala operativa radio.

fonte:  http://www.agi.it/food/notizie/201112231234-eco-rt10087-natale_cri_il_26_dicembre_cena_itinerante_a_roma_per_clochard

mercoledì 23 marzo 2011

I pendolari più affezzionati.

Clochard d'Italia, il popolo delle stazioni
Otre 40 mila sono giovani e stranieri

Il 73% sono uomini; il 27% donne. Il 22% italiano ed il 78% straniero. Numerosissimi i nord africani: Marocco, Eritrea, Egitto, Somalia, Algeria e Tunisia. Ma anche molti braccianti di Rosarno che, dopo le rivolte dell'anno scorso, sono sistemati sulle panchine lungo i binari. I boss sono est europei

ROMA - Puzzano e usano i binari o gli angoli della stazione come fossero il loro bagni. S'accampano sulle panchine o davanti alle porte dei negozi. Mendicano. Rubano. Le ferrovie ne risentono, per il "danno" d'immagine delle stazioni cittadine. Polizia e autorità locali li arrestano. Oppure alzano le spalle e, per dovere istituzionale, si danno un po' da fare per assisterli. Sono 76.794 i clochard che vivono in 10 stazioni d'Italia: Roma, Milano, Napoli, Catania, Foggia, Bologna, Firenze, Chivasso, Pescara e Genova. Il 73% sono uomini; il 27% donne. Il 22% italiano ed il 78% straniero. Numerosissimi i nord africani (Marocco, Eritrea, Egitto, Somalia, Algeria e Tunisia). Tra questi anche molti braccianti di Rosarno che, dopo le rivolte dell'anno scorso, hanno lasciato la Calabria e si sono sistemati sulle panchine delle stazioni d'Italia.

Numerosi gli est europei. Arrivano da Romania, Polonia, Ucraina, che di solito assumono immediatamente il ruolo di "boss" nelle stazioni. Occupano i posti letto migliori, quelli vicino ai tombini da cui esce l'aria calda che esala dalle griglie sotto le quali corrono i metro. In crescita anche gli afghani, spesso minorenni non accompagnati (in particolare a Milano e Roma). I Rom sono invece pochi, ma tutti concentrati nelle aree di Genova Cornigliano e Chivasso. Roma si conferma la città con un maggior numero di barboni di etnie diverse, mentre a Rimini, Pescara e Genova i clochard sono soprattutto italiani.

L'indagine dell'Osservatorio.
E' questa la mappa dei barboni d'Italia stilata dall'Osservatorio nazionale 1 sul disagio e la solidarietà che nell'indagine "Mind the gap, oltre la Linea Gialla" ha individuato il numero medio di presenze, la variazione nelle diverse fasce orarie e le abitudini dei senza-casa di casa nostra.

Prima sorpresa. Sono, per il 54%, persone giovani, tra i 18 ed i 40 anni e per il 31% tra i 41 ed i 60 anni. Solo il 5% delle persone registrate risulta avere più di 60 anni. I minori non accompagnati sono l'1% del totale. Se sono italiani hanno alle spalle storie di abbandono, perdita dei legami socio affettivi, espulsioni dal contesto sociale, economico e lavorativo. Si parla di giovani tossicodipendenti, donne abbandonate, anziani, ex carcerati, deospedalizzati, spesso affetti da patologie psichiche. Le donne sono tendenzialmente est europee e il loro vagabondaggio è spesso provvisorio, legato ai tempi di attesa per una sistemazione come colf e badanti. Qualche eccezione, come nella stazione di Firenze, dove le donne sono più della media. Forse perché, fino a pochi anni fa, l'associazione "Acisijf, protezione della giovane 2" gestiva servizi dedicati soprattutto all'utenza femminile.

L'homelessness è un "rito di passaggio". In attesa dell'inserimento nella nuova società. E' come se - si legge nella ricerca - dormire tra le pezze e i cartoni sia un punto di partenza verso una migliore condizione di vita. Anche se poi non tutti lasciano la strada. La ragione sta nel fatto che le stazioni sono autentiche fonti di denaro. C'è molta gente che circola e a furia di stendere la mano, qualche spicciolo si ottiene sempre, oppure un panino o un caffé al bar. Le stazioni sono illuminate e riscaldate. Come le case. Spesso poi le ferrovie si trovano al centro della città. Questo spiega, ad esempio, l'alta frequentazione notturna di Roma Termini che, pur restando chiusa dalle 24 alle 5 di mattina, è sempre abitata da persone che trascorrono la notte nelle aree perimetrali esterne.

Genova Cornigliano non chiude. E questo spiega anche la scarsa frequentazione nelle ore notturne della stazione di Genova Cornigliano che, pur non osservando orari di chiusura, è situata al di fuori dal centro cittadino. Di solito poi la stazione è pulita. I facchini svuotano i cestini e lavano i bagni. Ed è sicura perché ci sono i vigilanti, i carabinieri, la finanza, i ferrovieri e le telecamere. Infine, ci sono gli altri senza dimora. Così, tutti insieme, la Gare diventa anche un po' comunità.

Una comunità urbana virtuale. Ogni anno 500 milioni di viaggiatori partono e arrivano, corrono affannati verso i treni di una delle 2400 stazioni d'Italia. Fanno colazione nei bar delle gare, comprano il giornale. La ferrovia è un luogo di passaggio ma non per i clochard. Per loro si tratta di spazi multidimensionali, dove necessità e opportunità si incontrano, dando vita ad una vera e propria "comunità urbana virtuale". Mentre i turisti sono in transito, i senza-dimora, spiega il sociologo polacco Zygmunt Bauman, trovano nella stazione l'approdo provvisorio di un'esistenza che non offre alternative. Dalla ricerca emerge infatti che, in Italia, c'è chi baratterebbe volentieri il suo posticino in stazione per un letto vero. Peccato che strutture e alloggi di prima accoglienza non riescano ad accoglierli tutti.

fonte: http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2011/03/22/news/pezzo_stazioni-13963659/

domenica 20 marzo 2011

W l'Italia!

150 Unità Italia: uomo di suicida al Vittoriano

Un uomo di circa 50 anni, sembra un clochard, è precipitato da una terrazza dell'Altare della Patria, mentre in tutta Roma erano ancora in corso i festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità d'Italia.

Un uomo di circa 50 anni, sembra un clochard, è precipitato da una terrazza dell'Altare della Patria, mentre in tutta Roma erano ancora in corso i festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Ci sarebbe una testimone che avrebbe visto l'uomo sulla balaustra della terrazza del Vittoriano, particolare che appunto farebbe pensare che il clochard si sarebbe suicidato. La terrazza era situata al secondo piano, e l'uomo sarebbe morto sul colpo dopo un volo di circa 30 metri. Sul posto immediatamente i sanitari del 118 e carabinieri, che stanno cercando di rintracciare i familiari dell'uomo.

fonte: http://www.mainfatti.it/Roma/150-Unita-Italia-uomo-di-suicida-al-Vittoriano_035242033.htm

lunedì 2 agosto 2010

Concorso!!!

Un concorso letterario per raccontare la vita di chi non ha casa


Un appello alle realtà sociali: carta, penna e storie di vita.

Anche Redattore Sociale parla di noi

ROMA – Un concorso di narrativa e poesia per riflettere sulla questione di chi non ha casa: ecco la novità della “Notte dei senza dimora”, giunta quest’anno alla sua decima edizione. I partecipanti al concorso dovranno narrare, in prosa o rima, la vita di una persona senza dimora. Le prime cinque opere selezionate verranno incluse in un’antologia scaricabile on-line, il cui ricavato servirà per finanziare la manifestazione, e le due opere premiate saranno lette durante l’evento. “Nel corso degli anni ci siamo avvalsi di vari strumenti per promuovere la manifestazione: arte di strada, teatro, mostre fotografiche – spiega Girolamo Grammatico, volontario della Casa di Cartone, una delle associazioni che partecipano al coordinamento per la Notte dei senza dimora. – Quest’anno abbiamo pensato a una maggiore partecipazione dei cittadini. Da qui l’idea di coinvolgerli in un percorso di riflessione, culminante nella produzione di racconti sulla vita di un senza dimora”. “Non ci sono premi – sottolinea Grammatico –. L’obiettivo della Notte è informare e sensibilizzare i cittadini, e così anche quello del concorso: far sì che le persone che partecipano prendano consapevolezza della situazione di chi vive in strada”.

La manifestazione nasce a Milano nel 2000: prendendo spunto dall’Euro-sleep out, meeting nato negli anni ’90, Terre di Mezzo Onlus realizza la prima Notte dei senza dimora, in cui i cittadini, muniti di cuscini e sacco a pelo, si organizzano per dormire all’aperto. L’anno successivo l’iniziativa si allarga a Roma, coinvolgendo poi le piazze delle principali città italiane che, ogni 17 ottobre nella Giornata mondiale contro la povertà indetta dall’ Onu, vedono la presenza di numerosi cittadini pronti a dormire all’addiaccio. Alla base dell’iniziativa l’idea che la condivisione, anche se solo per una notte, di una situazione di precarietà abitativa avvicina i cittadini alle problematiche dei senza dimora, contribuendo a vincere timori e pregiudizi. Con il concorso, si vuole far sperimentare questa nuova prospettiva anche a chi, eventualmente, non dormirà in piazza il 17 ottobre prossimo, “ma avrà fatto comunque, scrivendo, delle proprie riflessioni sulla tematica – aggiunge Grammatico. – Nell’Anno europeo della lotta alla povertà – conclude il volontario – la sensibilizzazione appare sempre più importante, in un contesto di scarsità sia di fondi istituzionali sia di partecipazione cittadina”.

I lavori dovranno essere presentati entro il 12 settembre.

Bando e informazioni al sito www.lanottedeisenzadimora.it/concorso-letterario/

(Serena Chiodo)

fonte: http://www.lanottedeisenzadimora.it/

domenica 1 agosto 2010

bla , bla , bla !!

LA PROPOSTA

Alemanno si appella a Maroni
"Ricovero coatto per i clochard"

Il sindaco ha parlato durante un incontro con i cittadini dell'Esquilino. "Dobbiamo studiare una legge che permetta di intervenire in maniera chiara con attenzione alle tutele sociali, si tratta di avviare queste persone in strutture"

di GABRIELE ISMAN


Ricovero coatto per i senza fissa dimora: a proporlo è stato Alemanno al ministro Maroni tra le proposte di revisione del pacchetto sicurezza. "Abbiamo chiesto una serie di interventi legislativi su prostituzione in strada, senza fissa dimora, atti osceni in luogo pubblico e ubriachezza molesta".

Il sindaco ha parlato durante un incontro con i cittadini dell'Esquilino. "Per chi dorme stabilmente in strada chiederemo un intervento di ricovero coatto in strutture appropriate dove potranno essere assistiti" ha detto Alemanno. "Se noi applichiamo solo l'ordinanza ora in vigore facendo una multa al barbone - ha aggiunto - probabilmente lui non la pagherà e rimarrà dov'è".

Alemanno ha parlato di "situazioni croniche di bivacco, che spesso creano una situazione drammatica, sia per le persone che bivaccano che per i residenti. Dobbiamo studiare una legge che permetta di intervenire in maniera chiara con attenzione alle tutele sociali, si tratta di avviare queste persone in strutture". Come esempio, il sindaco ha citato il caso di un barbone che vive stabilmente a via del Gesù: "È un intervento molto complesso - ha riconosciuto - e abbiamo bisogno di norme molto più chiare".

Le modifiche legislative richieste dal Campidoglio riguarderanno anche la prostituzione in strada: "La nostra ordinanza serviva come un anticipo. Ho parlato con il ministro il ministro Carfagna - ha concluso Alemanno - e lei mi ha detto che vuole rendere più veloce la legge".

(28 luglio 2010)

Fonte: http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/07/28/news/alemanno_si_appella_a_maroni_ricovero_coatto_per_i_clochard-5880845/

domenica 14 febbraio 2010

E d'estate????

Neve a Roma, accolti 1000 clochard

In funzione il "piano freddo"

Oltre un migliaio di persone in difficoltà sono state accolte con coperte, cibo e bevande calde a Roma in tilt per una forte nevicata. I clochard vengono aiutati nelle 11 strutture comunali allestite per il "piano freddo", nelle 8 stazioni metropolitane e nei centri aperti tutto l`anno, dedicati all`aiuto delle persone con disagio, come il centro Madre Teresa di Calcutta. Lo afferma l'assessore alle Politiche sociali del Comune, Sveva Belviso.

tgcom 12.02.2010

lunedì 28 dicembre 2009

E' una vita che lo dico!!!

Papa, bagno di folla a mensa dei poveri: nessuno sia abbandonato

apcom - CRONACA- 28 DIC 2009

Roma, 28 dic. (Apcom) - Visita storica di Benedetto XVI alla mensa dei poveri di via Dandolo, a Trastevere, gestita dalla Comunità di Sant'Egidio. Per la prima volta un Papa ha varcato la soglia della struttura che ogni giorno distribuisce 1.200 pasti a senzatetto, disabili, anziani e immigrati. Nonostante l'incidente della notte di Natale, quando Susanna Maiolo, una donna di 25 anni italo-svizzera si è lanciata contro il Pontefice facendolo cadere, Ratzinger non ha voluto modificare in nessun modo i suoi programmi, confermando tutti gli appuntamenti delle festività natalizie. Come la visita alla struttura a Trastevere. Al termine della recita dell'Angelus, infatti, il Papa si è trasferito a bordo della vettura targata SCV1 alla mensa dei poveri. Nessun cambiamento nemmeno nel protocollo abituale del Pontefice che prima dell'ingresso nella struttura ha voluto salutare la folla, baciando i bambini e salutando le numerose persone che l'hanno accolto. È stato il primo 'bagno di folla' dopo l'aggressione di giovedì notte. E anche il primo banco di prova della sicurezza vaticana all'indomani dell'incidente nella Basilica di San Pietro. Rafforzate le misure di sicurezza nella zona di Trastevere, anche se - come ha spiegato padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede - è "impossibile blindare il Papa e garantire sicurezza al 100%, anche perchè la sua missione è quella di stare in mezzo alla gente". Il percorso di transito del Pontefice è stato blindato, con controlli a tappetto su cassonetti e auto in sosta; le linee dell'autobus deviate e le strade chiuse. Ma tutto si è svolto regolarmente. Sono qui per dirvi che vi sono vicino, vi voglio bene e la chiesa ha a cuore i più poveri", ha detto il Papa salutando i presenti. "Quante persone provenienti da vari paesi segnati dal bisogno si ritrovano qui per cercare una parola, un aiuto, una luce. Impegnatevi perchè nessuno sia solo - ha affermato il Pontefice salutando la folla riunita davanti alla mensa a Trastevere - nessuno sia emarginato, nessuno sia abbandonato". La benedizione in latino, la recita del padre nostro, e inizia il pranzo. Al tavolo del Papa 13 commensali speciali, tra cui anche un afghano, un rom, un senzatetto 90enne. Il menu: lasagne e polpette con lenticchie, purè, dolci e spumante. Al termine del pranzo, il Papa ha salutato 31 bambini, consegnando loro alcuni doni, e ha poi incontrato alcuni stranieri che frequentano la scuola di italiano Louis Massignon.

lunedì 21 dicembre 2009

Il freddo è un emergenza!

Termini, il racket dei disperati

La situazione dei clochard è resa critica dal gelo di questi giorni.

Tra i clochard della stazione dove un posto può costare molto, anche la vita.

MARIA CORBI- La Stampa

ROMA
Carla Bruni ha un amico clochard. Lo ha detto lei.
A Napoli Massimiliano Rosolino, Peppino di Capri e altri vip hanno posato per una mostra di foto vestiti come clochard domandandosi: «Se la mia strada fosse stata un’altra?». Ma non basta coprirsi di stracci, o fermarsi a fare due chiacchiere con loro, per capire cosa sia passare le giornate buttati per strada, sui marciapiedi, mendicando un cartone dove sdraiarsi, dormendo seduti perché così è meno probabile, ma solo un po’, che non ti facciano sgombrare da quel putrido angoletto riparato che hai faticosamente guadagnato. Carlà e gli altri dovrebbero girare per la stazione Termini per avvicinarsi a capire, per aprire un varco in quell’inferno che vivono solo a Roma più di seimila persone. Di giorno trascinandosi per i binari e le gallerie, di notte cercando di rimanere in zona, in quel quadrilatero che ormai è terra di disperazione e di emarginazione. E’ Natale. Ma per loro non cambia nulla se non per qualche fetta di panettone condivisa all’ostello della Caritas o per strada portata da qualche volontario. Stefano ha 48 anni. «Credo», dice. Perché l’alcool e il freddo in questi lunghi anni senza tetto hanno lasciato il segno, cancellato pezzi della sua storia. «Ero un impiegato», racconta. «Avevo una fidanzata e una casetta a Latina», dice. Quanto tempo fa? Gli occhi dell’uomo segnati da sottilissime rughe si abbassano come frugando nella memoria. Forse scacciando ricordi. Non parla. «Lei è qui ad ascoltare la mia storia perché è Natale è vero? Vuole sentirsi più buona?». Gli dico che sono qui perché hanno ammazzato un clochard pochi giorni fa, per un posto al caldo. «Lo so», dice alzando le spalle. «Non era uno stinco di santo neanche lui». «Un tempo esistevano le precedenze», spiega. «Chi era qui da più tempo aveva diritto al suo posto. Oggi con questi stranieri non è più così». Perché qui, nelle strade che affacciano sugli ingressi della stazione si consumano non solo fame e freddo, ma lotte tra poveri. I due romeni che hanno arrestato per l’omicidio del clochard ucraino colpevole di avere un giaciglio più caldo del loro facevano parte di una banda che taglieggiava i senza tetto. Tutto è possibile in questa terra di nessuno e non è bastato chiudere le porte della stazione di notte (decisione presa nell’anno del Giubileo) per ridare umanità a questi luoghi. E’ servito solo a non vedere, a spostare queste vite senza diritti e senza futuro qualche strada più in la. O peggio a far «emigrare» queste persone lungo il Tevere, che però cresce improvvisamente in periodi di maltempo. E’ Natale. E la mensa della Caritas a via Marsala apre come al solito alle cinque, una lunga coda per entrare e avere un pasto caldo e un letto. Il 60 per cento delle persone che cercano aiuto sono straniere. Igor ha sessant’anni viene dall’Ucraina come Alexei, il barbone ucciso. «Non me ne frega niente se è Natale, io non so nemmeno in che mese siamo, la mia vita è per strada da 25 anni ormai, nessuno mi ha mai teso una mano. Cosa faccio? Rubo». Camminando sotto la galleria gommata della stazione incontro Caterina. Ha un carrello della spesa dove ha stipato la sua vita, una coperta per cappotto, le scarpe logore. Racconta di una vita che non ha mai regalato niente, da quando bambina è stata data in affido, un matrimonio con un marito manesco, ad oggi che vive senza niente, con l’unica compagnia dell’alcool. «Mi aiuta», dice. E ha ragione lei. Al binario 1 c’è l’Help center che si rivolge ai senza fissa dimora, agli anziani bisognosi, ai migranti e alle persone disagiate che si trovano in stazione. Uno sportello di base che opera con la sala operativa sociale del comune di Roma e con le Ferrovie dello Stato. Già a maggio Fabrizio Schedid uno degli operatori della struttura aveva avvertito sull’aumento del disagio non solo straniero. Anzi. «Assistiamo ad un aumento degli italiani che gravitano intorno alla stazione. E la causa principale è la disoccupazione, specie nel Mezzogiorno, l’instabilità lavorativa. E’ arduo ritrovare lavoro a 50 anni. E anche chi ha solo una pensione sociale di 400 euro al mese può finire in mezzo alla strada. Il fatto che al nostro sportello arrivino per lo più immigrati deriva dal fatto che essi, privi di residenza o di permesso di soggiorno, non possono accedere ai servizi sociali territoriali». E’ Natale. La gente sale sui treni per tornare a casa, con i pacchi regalo e la voglia del calore delle feste. Poco più in là il popolo dei senza tetto. Per loro freddo, fame e solitudine sono gli unici compagni di viaggio. E’ Natale. Ma non per tutti.

Guerra tra poveri!

Clochard ucciso per un giaciglio.

Dramma a Roma, arrestati due romeni

ROMA«Stai attento che ti può accadere qualcosa di brutto, spera di non incontrarci mai quando siamo ubriachi». L’ultima minaccia pochi giorni prima di ammazzarlo a bottigliate in faccia. Sono stati fermati la notte scorsa e hanno confessato i due romeni Alexandre Tofaleanu, 39 anni, e Daniel Pavel, 18 anni, responsabili dell’omicidio di un clochard russo di 47 anni, avvenuto la notte del 13 dicembre in un parcheggio a pochi metri dalla stazione Termini di Roma. Un posto caldo dove dormire, forse proprio l’auto all’interno della quale è stato rinvenuto il corpo senza vita del russo, alla base del litigio sfociato in tragedia. Un movente da nulla anche se gli inquirenti e gli uomini della polizia ferroviaria che li hanno arrestati, sono convinti che sotto ci sia qualcos’altro: tra la vittima e gli aggressori da tempo c’era ruggine per la spartizione del territorio sul pizzo da chiedere agli altri mendicanti della zona. Un omicidio nato nell’ambiente dei tanti diseredati che vivono intorno alla stazione di Roma, un esercito di senza fissa dimora che si arrangia chiedendo soldi ai passanti o pochi spiccioli a chi parcheggia l’auto. Quella messa in atto dai due arrestati è stata, comunque, una vera e propria esecuzione: dopo l’ennesimo litigio, la notte del 13 dicembre, i romeni hanno estratto con la forza dall’auto il clochard russo e mentre Tofaleanu lo teneva fermo, il giovanissimo Pavel lo picchiava selvaggiamente per poi ferirlo a morte con un collo di bottiglia. Numerosi colpi alle tempie e al collo che sono stati fatali per la vittima. Subito dopo i due lo hanno avvolto in un lenzuolo e lo hanno rimesso nell’auto utilizzata come giaciglio occasionale. Gli inquirenti sono arrivati agli assassini grazie all’aiuto di altri due romeni che avevano assistito alla brutale aggressione. Uno dei due testimoni, inoltre, nei giorni scorsi era stato picchiato proprio dai due fermati perchè consapevoli di essere stati visti durante il loro raid criminale. «Volevano incutere terrore tra chi poteva raccontare quanto avvenuto - ha spiegato il dirigente della Polfer, Carlo Casini - ma fortunatamente i testimoni non si sono fatti intimorire e ci hanno fornito elementi preziosi per la cattura dei due assassini».

venerdì 18 dicembre 2009

consiglio letterale!!

Il nuovo libro di Gabriele Del Grande

Nelle "Città invisibili" di Italo Calvino, Marco Polo racconta a Kublai Kan, imperatore dei Tartari, le mille città del suo impero, mille sfaccettature di una stessa irraggiungibile città, sovrapposte a memoria e divenire. Calvino amava contrapporre verità e punti di vista, così nel suo schedario incompiuto, all'immagine di ogni città corrisponde il suo negativo. Vale lo stesso per le nostre grandi metropoli, dove non v'è centro senza periferia.La frontiera tra questi due luoghi si apre come una cerniera lungo i margini della società. Non sempre è una distanza geografica a definire il confine tra dentro e fuori, quanto piuttosto la lontananza dall'invisibile rete delle relazioni, familiari, affettive, sociali, economiche. Capita allora di trovare fazzoletti di periferia nei centri storici ed economici delle città: uomini e donne dormire lungo un marciapiede, tra i cartoni in una piazzetta, alla stazione dei treni o sopra un tram notturno, guardando correre la gente, come ai bordi di un fiume.Per raccontare questa città, e la città nel suo insieme, ho vissuto e dormito per strada, a Roma, per venti giorni, ospite di alcuni dei suoi speciali abitanti.
ROMA SENZA FISSA DIMORA pubblicato da Infinito Edizionicon il contributo di Redattore Sociale
“Questo réportage è importante anzitutto perché restituisce identità, storie e ‘corporeità’ a chi, pur non avendole perdute, è come se non le avesse più. Il libro di Del Grande dimostra che un giornalismo umano e del tutto privo di cinismo è possibile” (dalla prefazione di Stefano Trasatti)
"Il testo di Gabriele è un viaggio low cost, per tutti, si spera, io lo spero, viaggiare schiarisce gli occhi, lo disse Gibran, ci vuole doppia follia per metterlo in dubbio. E qui, della follia, non c'è un rigo solo. Quello che il mondo chiama follia, è un luogo d'animo dove se non ci infili il muso almeno una volta, rischi di rimanere solamente un terrestre a vita" (dalla postfazione di Maksim Cristan)Presentato alla stampa il 29 novembre a Capodarco (AP) al Seminario Disorientati di Redattore Sociale Caratteristiche: Formato 15x21, copertina a colori, rilegatura filo refePagine: 110 Prezzo: euro 12.00Isbn: 978-88-89602-65-2Anno di pubblicazione: 2009Scarica la scheda del libro e consulta l'indiceScarica la prefazione di Stefano TrasattiLe recensioni su Radio Rai 1, Fondo Magazine e Affari ItalianiLeggi la biografia di Gabriele Del GrandeE la scheda del suo primo libro Mamadou va a morireLa foto in copertina - tratta da Schegge d'esistenza - è stata scattata a Bologna da Francesco Beni

domenica 13 dicembre 2009

800440022

ROMA: BELVISO SU MORTE CLOCHARD, A BREVE INTEGRAZIONE A PIANO FREDDO

Roma, 9 dic. - (Adnkronos) - "La morte del senza fissa dimora, avvenuta questa notte probabilmente a causa dell'abbassamento delle temperature nei pressi di Piazza Vittorio, ci addolora. Per questo, ancora una volta, continueremo a sollecitare tutti coloro che ne hanno bisogno a non rifiutare l'accoglienza degli operatori della Sala operativa sociale comunale impegnati quotidianamente sul territorio". E' quanto dichiara l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Roma, Sveva Belviso. "E' bene ricordare - aggiunge Belviso - che grazie al piano freddo, attivo dal primo di dicembre con modalita' integrate tra settore sanitario e sociale, l'Amministrazione comunale e' in grado di ospitare ogni notte, nelle undici strutture messe a disposizione, circa 600 persone con un incremento del 65 per cento rispetto all'anno scorso. Tuttavia, per limitare al massimo il numero dei senzatetto che non riescono a chiedere aiuto, partira' a breve, con la collaborazione dei Municipi, cosi' come annunciato dal Sindaco, un'integrazione al Piano freddo che consentira' un monitoraggio costante e in tempo reale di eventuali fragilita' che spesso risultano nascoste o di difficile ricognizione". "Colgo l'occasione - conclude Belviso - per ricordare ai cittadini il numero verde '800440022' della Sala operativa sociale del Comune di Roma che rispondera' 24 ore su 24 per offrire assistenza e indirizzare alle strutture aperte dalle 19 alle 9 del mattino".

lunedì 7 dicembre 2009

Il papa per i poveri!

CITTÀ DEL VATICANO

L'auspicio che la Conferenza sul clima di Copenaghen sia un successo è venuto anche dal Papa in occasione dell'Angelus celebrato di fronte a migliaia di fedeli in Piazza San Pietro. Il Papa ha chiesto che vengano adottati stili di vita più sobri e che si rispetti la legge di Dio a tutela della natura. «Domani si aprirà, a Copenaghen, la Conferenza dell'Onu sui cambiamenti climatici - ha detto Benedetto XVI - con cui la comunità internazionale intende contrastare il fenomeno del riscaldamento globale». «Auspico - ha aggiunto Ratzinger - che i lavori aiuteranno ad individuare azioni rispettose della creazione e promotrici di uno sviluppo solidale, fondato sulla dignità della persona umana ed orientato al bene comune».

«PENSARE A POVERI E NUOVE GENERAZIONI» - «La salvaguardia del creato - ha proseguito il Papa - postula l'adozione di stili di vita sobri e responsabili, soprattutto verso i poveri e le generazioni future. In questa prospettiva, per garantire pieno successo alla Conferenza, invito tutte le persone di buona volontà a rispettare le leggi poste da Dio nella natura e a riscoprire la dimensione morale della vita umana».

domenica 27 settembre 2009

ROMA: CIRCA 6MILA I 'SENZA FISSA DIMORA', 40% SONO ITALIANI

(Adnkronos) - Dei Senza fissa dimora si occupa da tempo l'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, che in collaborazione con una Rete di associazioni fornisce assistenza non solo medica, ma sociale e 'umana' a chi non ha una casa. Un impegno che nasce anche in conseguenza di una 'necessita'' sorta quasi per caso: nel corso della ristrutturazione di alcuni fabbricati del complesso dell'Azienda, si e' preso atto che tali fabbricati e parte dei sotterranei erano stati utilizzati da decine di clochard, spesso passati a questo rifugio dopo essere stati degenti dell'ospedale. E' stata questa scoperta a dare vita, all'inizio del 2008, alla 'Casa' che oggi li assiste. Venuta in contatto con la realta' della 'Casa' e con l'impegno del San Camillo Forlanini per i Senza fissa dimora, Commercity, una 'Citta' della Distribuzione' che sorge nei pressi della nuova Fiera di Roma, ha voluto avviare il progetto annuale 'Non solo tetto', che permettera' di fornire all'Azienda molti materiali di consumo, abbigliamento, generi di prima necessita' per gli assistiti. Nell'iniziativa verranno coinvolte 170 aziende di vari settori merceologici, gia' in opera col San Camillo Forlanini per fornire periodicamente i materiali necessari per aiutare i Sfd anche dopo l'intervento medico, e permettere loro di avere vestiti nuovi e puliti, il minimo necessario per l'igiene personale o per coprirsi quando c'e' molto freddo. Il progetto 'Non solo tetto' si basa anche sulla collaborazione della Rete della Solidarieta', una rete creata dalle decine di associazioni di volontariato che collaborano col San Camillo Forlanini e che contribuiranno all'iniziativa, tra le quali Sanes, Salvamamme, San Vincenzo De Paoli, Aspro, Amici, Aidass, Croce Rossa, Evergreen, Bianco Airone, Aned, Abio, Malati di Reni, Cittadinanzattiva, Ryder, Avo, Alba, Acti, Fidic, Prometeo Tre, Arvas, Fand, Epac e Comunita' di Sant'Egidio.

Il Riformista

domenica 23 agosto 2009

Lo scrittore La Capria e l' invasione della città in cui vive: non ne ho mai visti tanti a Napoli, a Palermo e in nessun' altra

Roma ora è la capitale dei mendicanti

Vengono anche dall' estero, scaricati brutalmente da un furgoncino su un marciapiede Le frasi Ci sono i professionali e quelli disperati, ci sono gli abbandonati, i rassegnati, gli intraprendenti e gli orgogliosi, i depressi e gli ossessi; ripetono gesti convulsi o parlano tra sé C' è una categoria più pittoresca di questuanti, gente che per tirare a campare si arrangia come può. Sono davanti al Pantheon, il Colosseo, il Vittoriano, travestiti da antichi romani

Roma è diventata la città dei mendicanti. Non ne ho mai visti tanti a Napoli, a Palermo e in nessun' altra città italiana. I mendicanti vengono tutti a Roma, come per un tacito accordo, molti vengono anche dall' estero, e occupano le vie e le piazze del centro storico, quelle più battute dai turisti. Li vedi appena arrivi alla stazione di Roma Termini, li incontri tra il Pantheon e l' Argentina, tra Piazza Venezia e il Colosseo, tra Piazza Navona e Campo dei Fiori. In genere sostano nei pressi dei monumenti, dei ristoranti e caffè all' aperto, i più frequentati. Se ti siedi in uno di questi luoghi è inevitabile che arrivi un mendicante e tenda la sua mano. Tu stai mangiando o bevendo un caffè, ti senti in colpa e come fai a rifiutare? Solo i turisti, specie quelli del Nord, si voltano da un' altra parte, o con lo sguardo fisso nel vuoto li ignorano. Sono più insensibili o per la loro mentalità pensano che fare l' elemosina sia immorale? Non so. So però che la differenza tra chi ha e chi non ha è oggi la tragedia del mondo e si riproduce in forme minime quando la mano tesa di un mendicante si avvicina a me e suscita questi pensieri accompagnati da un vago senso di colpa. Ma dopo pochi minuti arriva un altro mendicante con la mano tesa, e poi un altro, e un altro ancora, e tu diventi man mano insensibile, infastidito, e infine ti rifiuti. Addio nobili pensieri! No, non è possibile dare a tutti. E molti sono nel mondo i problemi irrisolvibili, almeno finora. Quando ti aggiri per le strade del centro impari a distinguere vari tipi di mendicanti. Ci sono i professionali e quelli disperati, ci sono gli abbandonati e i rassegnati, gli intraprendenti e gli orgogliosi, i depressi e gli ossessi; questi ultimi, da ospedale psichiatrico, ripetono gesti convulsi, o parlano tra sé, a volte rivolgono ai passanti minacce piene di urla e furore. Ci sono i migranti, che si muovono senza pace da un punto all' altro della città, trascinando carrelli stracolmi di buste di plastica dove mettono tutta la loro roba come per un trasloco, avanzi di cibo, stracci, coperte e materassini per la notte, cose recuperate dai recipienti della spazzatura. Ci sono poi gli sfruttati che vengono scaricati brutalmente da un furgoncino su un marciapiede e obbligati a mendicare. Anche questo è un traffico, come lo sfruttamento della prostituzione. Vengono impiegati spesso quelli affetti da deformità fisiche, che sono costretti ad esibire. Ne conosco uno, un romeno dalla faccia bellissima, che si trascina su un rudimentale carrettino di legno che spinge con una mano e mostra le gambe nude e stecchite e i piedi contorti. Parla a stento l' italiano, e al centro di piazza del Pantheon si sente la sua voce roca che grida a intervalli regolari: «Fate la carità! Fate la carità!». Quando gli do il mio obolo e gli chiedo chi è il suo padrone, risponde: «No padrone, no padrone», con prontezza sospetta. Più in là due vigili guardano indifferenti, ormai ci sono abituati a questa Roma - Benares. I neri in generale non chiedono l' elemosina, preferiscono lo scambio, ti vendono l' elefantino o il cavallo o la giraffa di legno, senza insistere troppo. Se invece gli offri un euro lo rifiutano dignitosamente. I senegalesi improvvisano sui marciapiedi mostre di borse d' ogni tipo dei grandi stilisti imitate in modo più o meno riconoscibile, e stendono i loro tappetini nei luoghi più affollati, sempre in allarme e pronti alla fuga se mai dovessero arrivare i vigili a sequestrare la loro mercanzia. Altri offrono ninnoli e collanine di ogni genere e di ogni provenienza e riproducono in ogni dove il loro souk. Gli slavi portano con sé cani con cui fanno vita in comune. Se ne stanno sdraiati sul marciapiede e aspettano con la ciotolina davanti che qualcuno lasci cadere una moneta. Chissà come danno da mangiare ai loro cani che a volte sono grandi, cani lupo con fame da lupo; ma, come in letargo, se ne stanno quieti e indifferenti, accanto ai loro padroni. Ho notato che i barboni sono quasi scomparsi mentre i mendicanti sono in aumento. Ne ho visto spesso qualcuno abbandonato come corpo morto sul marciapiede, chiuso nel sonno del proprio avvilimento come chi ha perduto ogni volontà di sopravvivenza, e questo a Roma, in Corso Vittorio Emanuele, tra il viavai della gente. Di notte stanno nei luoghi più impensabili, quelli appena protetti da un cornicione sporgente, da una rientranza, da un portico, degli strani giacigli fatti di cartoni, scatoloni, coperte aggrovigliate, e uno che dorme. Dorme mentre la gente frettolosa gli passa accanto, mentre i rumori del traffico riempiono l' aria. A volte questi giacigli vengono improvvisati la sera davanti all' ingresso di una banca o di un luogo pubblico. A piazza Venezia, per esempio, in una rientranza che dà sul bancomat della Banca Nazionale del Lavoro, c' è spesso uno di questi giacigli occupato da un dormiente. Se devi entrare per un bancomat devi scavalcarlo, e puoi immaginare con quale animo ritiri il tuo danaro. C' è infine, tra le tante, una categoria più pittoresca di questuanti, che non possono essere definiti mendicanti, ma gente che per tirare a campare si arrangia come può. In genere costoro si aggirano davanti al Pantheon, il Colosseo, il Vittoriano, travestiti da antichi romani. Corazze d' oro scintillanti, elmi con cresta esagerata (che «alta sull' elmo orribilmente ondeggia»), tunica rossa, gambali e sandali borchiati, facce tutt' altro che marziali, a dir poco. Certo fanno pensar male dei nostri antenati. Altro che padroni del mondo! Se erano come questi i padroni del mondo allora addio Storia Romana, addio Impero, addio grandezza! Tutto diventa risibile, una comica, specie quando appare tra questi centurioni, canuta e scapigliata, una matrona! Ma c' è sempre qualche turista di bocca buona, o pronto alla derisione, che si fa fotografare accanto a loro. Un souvenir di Roma. A volte, solitario, assorto, all' angolo di una strada un suonatore di sassofono intona un ritmo jazz, e tu riconosci Gershwin, Cole Porter e la musica della tua giovinezza.

La Capria Raffaele

Pagina 21
(21 agosto 2009) - Corriere della Sera

martedì 4 agosto 2009

QUALCUNO LE AIUTA O NO!!!!!!

Due clochard anziane ma nessuno le aiuta

Repubblica — 02 agosto 2009

In piazzale dei Cinquecento, di fronte a Palazzo Massimo, ci vivono da anni due signore anziane, in condizioni di salute pessime. Dormono per terra e fannoi loro bisogni dentro un secchio. Le loro condizioni sono preoccupanti: a volte non riescono nemmeno ad alzarsi da terra. E' possibile debbano vivere in questa maniera ? Vorrei fare qualcosa ma non ho le possibilità economiche, e soprattutto loro hanno bisogno di un tetto.

Alexandra Marruco

venerdì 31 luglio 2009

Roma, clochard si impicca a inferriata della chiesa


ROMA, CLOCHARD SI IMPICCA A INFERRIATA CHIESA

(AGI) - Roma, 30 luglio 2009

Un uomo impiccato all'inferriata esterna della finestra di una chiesa al centro di Roma. Parrebbe avere i contorni del "giallo" ma con ogni probabilita' e' solo una tragedia della solitudine la morte di Ruggero I., 45 anni, il "clochard" originario di Barletta trovato cadavere fuori San Rocco all'Augusteo, in uno dei "triangoli" piu' famosi e suggestivi della capitale, quello delimitato da via di Ripetta, piazza Augusto Imperatore e via Tomacelli, a poca distanza dall'Ara Pacis. Il macabro rinvenimento e' stato effettuato all'alba dell'altro ieri dai carabinieri che, avvertito il pm di turno ed eseguiti i rilievi del caso, hanno disposto la rimozione della salma. Al momento, tutto lascia propendere per l'ipotesi del suicidio, anche se le indagini potranno ritenersi chiuse solo quando saranno disponibili i risultati definitivi dell'esame autoptico. Ma la conferma che si e' trattato di un gesto di disperazione non bastera' a lenire, tutt'altro, il disappunto di quei residenti del quartiere che con il tempo avevano fatto l'abitudine a quel signore che - a dispetto dei suoi precedenti penali e della mancanza di una casa e di una vita regolare - viene descritto come sempre vestito "in modo dignitoso", "gentile" e, soprattutto, "mai aggressivo", che si accontentava di quel poco che gli allungava chi aveva bisogno di parcheggiare l'auto o la moto nelle vie di Campo Marzio. Ad alcuni di quei residenti Ruggero negli ultimi tempi avrebbe confidato di essere "preoccupato", soprattutto dopo che un gruppo di posteggiatori extracomunitari, abusivi come lui - in assenza di un altro "collega" - in qualche occasione lo avrebbero taglieggiato, minacciato, addirittura percosso. Un clima difficile, ostile, che in qualche misura potrebbe averne influenzato la scelta.

lunedì 2 febbraio 2009

"Volevamo un'emozione forte, abbiamo fatto uno scherzo al barbone"

di CARLO BONINI - Repubblica 01/02/2009

ANZIO (Roma) - I carabinieri hanno individuato i responsabili dell'aggressione e del tentato omicidio di un extracomunitario avvenuto nella notte a Nettuno, alle porte di Roma. Sono tre ragazzi: i due più grandi hanno 29 e 19 anni e risiedono nella cittadina, il più piccolo ne ha 16 e vive ad Ardea. I tre hanno confessato il barbaro gesto. Dopo una notte di sballi, di alcol e droga, hanno avuto l'idea al distributore di benzina. Si sono procurati una tanica e sono andati in giro "alla ricerca di un barbone". Ora sono accusati di di tentato omicidio in concorso. Alla domanda se sia confermata o meno la matrice razziale dell'aggressione e del tentato omicidio il comandante del Nucleo provinciale del Carabinieri di Roma, Vittorio Tommasone, dice: "Al momento l'unica cosa che posso dire è che ci troviamo di fronte a un gesto di stupidità assoluta. Non capire lo sfondo dietro questo atroce episodio sarebbe come non vedere ciò che succede attorno ai nostri giovani. L'uso smodato di droghe ed alcol a cui si sottopongono condiziona il loro comportamento". I tre ragazzi hanno spiegato di aver aggredito l'uomo in uno stato alterato da alcol e hashish e che nel loro gesto non ci sarebbero stati motivi razziali. I tre, durante l'interrogatorio, hanno detto di aver voluto compiere un "gesto eclatante per provare una forte emozione". "Cercavamo uno che dorme in strada, non per forza un romeno o un nero". Cercavano un debole. Il fatto. Il minorenne ed i suoi amici, incensurati, e con famiglie di lavoratori alle spalle, tornando a casa la scorsa notte sono passati davanti alla stazione di Nettuno. Qui, secondo la ricostruzione dei carabinieri, hanno insultato e aggredito il senzatetto che dormiva nell'atrio. Poi si sono allontanati e mentre erano al distributore hanno avuto l'idea di fare "uno scherzo al barbone", così come loro stessi hanno detto agli investigatori. Tornati nella stazione hanno dato fuoco all'immigrato: non riuscendo più a spegnere le fiamme, sono scappati.
La vittima. I carabinieri hanno trovato l'indiano ancora con gli abiti avvolti dal fuoco, le gambe già completamente ustionate. Navte Singh, 35 anni, sikh, dormiva lì ormai da molte notti. Aveva perso il lavoro di muratore e non aveva più soldi. L'uomo è riuscito a dire pochissime parole poi ha perso i sensi per il dolore. Ha ustioni di terzo grado sul 40% del corpo, agli arti inferiori, alle mani, a parte dell'addome e al collo. "Non è in pericolo di vita ma la prognosi rimane riservata", dice il primario del Centro ustioni del Sant'Eugenio di Roma, Paolo Palombo.

lunedì 19 gennaio 2009

Solo a Roma!!!

ROMA: AVVOCATI DI STRADA, NELLE 'FAVELAS' DELLA CAPITALE 2 SU 10 MUOIONO PRIMA DEI 25 ANNI



Roma - Sono 11mila persone di regola malnutrite o denutrite, sottoposte a stress psico-emotivi; immunodepressi sulla strada o in ambienti sovraffollati vittime di patologie della poverta' per vettori a trasmissione interumana: rosolia, tbc, e tutte le malattie per contagio sessuale (12% seriopositivo ed il 17% con disturbi sessuali), mali neuropsichiatrici (10,2%), malattie epatiche per alcolismo e/o tossicodipendenza (il 15%). E' la gente che vive nelle favelas di Roma, il 20% non raggiunge i 25 anni, un'eta' media maschile tra i 18 ed i 34 anni, piu' alta per le donne, il 20% dei senza fissa dimora. Ma il popolo indigente comprende anche frange disperate dei 50mila pensionati che vivono con la retta sociale, per le strade a chiedere soldi insieme agli 8mila minori che vivono d'accattonaggio e che difficilmente raggiungeranno i 55 anni di eta'. I dati sono della Struttura Complessa di Medicina Preventiva dell'ospedale San Gallicano di Roma, che, in oltre trent'anni di lavoro ha seguito oltre il 40 per cento della popolazione degli homeless di Roma e sono stati diffusi in occasione dell'apertura della sede romana dell'associazione 'Avvocato di strada Onlus', che da otto anni offre assistenza legale gratuita ai clochard. Gli avvocati al servizio di chi ha bisogno di assistenza legale ma non puo' permettersela, proseguono la loro intensa attivita' da un capo all'altro d'Italia. Quella della Capitale e' la diciottesima sede dei difensori dei clochard, gia' presenti ad Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Ferrara, Foggia, Jesi, Lecce, Macerata, Modena, Napoli, Padova, Pescara, Reggio Emilia, Rovigo, Taranto, Trieste. Un esercito formato da circa 500 volontari, che dal 2001 ad oggi hanno aperto piu' di tremila pratiche. E' duro vivere la strada senza un tetto, ma un medico e un avvocato in soccorso possono far sentire piu' riparati. Soprattutto nella Capitale, dove la popolazione dei senza tetto e' piuttosto nutrita. Qui, grazie al protocollo d'intesa stipulato tra l'Inmp, Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti e per il Contrasto delle Malattie della Poverta' e 'Avvocato di strada Onlus', si e' resa possibile la realizzazione del nuovo sportello di assistenza legale gratuita......

IL Riformista 18 gennaio - (Adnkronos)

martedì 28 ottobre 2008

Avvocati degli homeless a Roma

GIUSTIZIA: GLI AVVOCATI DEGLI 'HOMELESS' DOPO 8 ANNI SBARCANO A ROMA


Roma, 26 ott. - (Adnkronos) - Avvocati per passione, al servizio di chi ha bisogno di assistenza legale ma non puo' permettersela. I difensori degli 'homeless' sono sbarcati a Roma, dopo aver creato sportelli e aperto migliaia di pratiche gratuite da un capo all'altro d'Italia. E dopo una lunga attesa, proprio mentre lo scorso 17 ottobre si celebrava la Giornata Mondiale Onu della lotta alla Poverta', all'Ospedale romano San Gallicano veniva inaugurata la nuova sede dell'associazione 'Avvocato di strada Onlus', la diciottesima in quasi otto anni di attivita' dei volontari 'on the road'. Infatti i difensori dei clochard sono gia' presenti ad Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Ferrara, Foggia, Jesi, Lecce, Macerata, Modena, Napoli, Padova, Pescara, Reggio Emilia, Rovigo, Taranto, Trieste. Un esercito formato da circa 500 volontari, che dal 2001 ad oggi hanno aperto piu' di tremila pratiche. E' duro vivere la strada senza un tetto, ma un medico e un avvocato in soccorso possono far sentire piu' riparati. Soprattutto nella Capitale, dove la popolazione dei senza tetto e' piuttosto nutrita. Qui, grazie al protocollo d'intesa stipulato tra l'Inmp, Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti e per il Contrasto delle Malattie della Poverta' e 'Avvocato di strada Onlus', si e' resa possibile la realizzazione del nuovo sportello di assistenza legale gratuita. L'Inmp e 'Avvocato di Strada' intendono sviluppare attivita' convergenti con le proprie energie e funzioni per determinare concretamente il diritto alla salute per le persone senza dimora ed in stato di emarginazione.

In alcuni casi (come Foggia, Lecce o Bolzano) hanno rappresentato quasi la totalita' dei richiedenti aiuto. In altri, come Bologna, hanno invece rappresentato meno della meta' degli utenti. Cio' e' da riferirsi al fatto che alcune citta' sono piu' dotate di altre di uffici di supporto legale e l'orientamento degli stranieri, e che alcuni territori (si prenda il caso di Foggia) sono maggiormente frequentati da stranieri irregolari in cerca di lavoro stagionale. Nel corso del 2007 tutti gli sportelli hanno potuto osservare un aumento considerevole delle richieste provenienti dai cittadini extracomunitari e neocomunitari. Riguardo le tipologie delle pratiche di diritto civile, le piu' ricorrenti sono state quelle sui licenziamenti (60), sul diritto di residenza (50), su separazioni e divorzi (52), seguite da quelle riferite a sfratti e problemi di locazione (45), alle problematiche di patria potesta' e figli minorenni (30), debiti nei confronti di privati (19), sinistri stradali e risarcimento danni (14), smarrimento di documenti d'identita' (17) e successioni (9). Per quanto riguarda le pratiche di diritto amministrativo, quelle maggiormente sottoposte agli avvocati dell'associazione hanno riguardato i permessi di soggiorno (305), seguite da fogli di via e decreti di espulsione (104), cartelle esattoriali per mancato pagamento di tasse (25), sanzioni per violazione del codice della strada (17). Infine, le pratiche di diritto penale: la maggior parte ha riguardato clochard aggrediti, minacciati e molestati (22 casi); vari anche i reati contro il patrimonio, come furti e rapine (20), richieste di pene alternative alla detenzione (12), reati legati agli stupefacenti (11), procedimenti per diffamazione, offesa o resistenza a pubblico ufficiale (7) e reati contro la persona (5).