sabato 31 dicembre 2011

Ora stai a vedere che sono tutti ricchi !


Clochard con quindici proprietà
il Comune gli presenta il conto

Assistito dal ’76, debiti per 130 mila euro. Una passione per i rifiuti tenuti in casa. Ha vissuto in roulotte e auto

Giorgio Tilaro a Mestre (Errebi)Giorgio Tilaro a Mestre (Errebi)


MESTRE — Si era anche incatenato davanti al Municipio di via Palazzo chiedendo una casa al Comune. Come quella che Ca’ Farsetti gli aveva fatto avere nel 1976 alla Cita, da cui però era stato sfrattato qualche anno fa. Non pagava e amava portarsi nell’alloggio di via Palladio la spazzatura. Quello che trovava in giro lo raccoglieva, lo metteva nel sacchetto e lo svuotava a casa. Nell’appartamento e nel terrazzo, tanto che chi passava per la bretella che collega Marghera a Mestre, vedeva i rifiuti depositati fuori. I vicini di casa segnalavano la situazione al Comune che provvedeva, assieme a Veritas e all’Asl, a sgomberare l’alloggio, ripulirlo e ricreare le condizioni igieniche minime perchè potesse viverci dentro. Ma per lui, Giorgio Tilaro, senza fissa dimora, non cambiava niente. Qualche mese dopo era tutto come prima, perché così voleva vivere. Adesso Ca’ Farsetti gli presenta il conto perché gli uffici hanno scoperto che l’uomo gode di una pensione Inps, ha l’usufrutto su dieci magazzini a Mira e Venezia e su cinque appezzamenti di terreno a Spinea.
Un conto salato a vedere gli oltre 130 mila euro che gli ha chiesto di restituire alle casse pubbliche per aver dovuto anticipare alla Scip (Società di cartolarizzazione degli immobili publici) l’importo dopo un decreto ingiuntivo del Tribunale di Venezia. Il motivo? Semplice, il 3 settembre 1976 l’allora assessore Giuseppe Cianciolo aveva sottoscritto una fideiussione per conto del Comune per far avere l’alloggio di via Palladio all’uomo. In realtà a vedere il conto finale quell’affitto non l’hai mai pagato, tanto che 21 anni dopo l’Inpdap (l’istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica) ha fatto due più due e presentato la fattura al Comune. A poco è servita la raccomandata inviata a Tilaro per il pagamento bonario. Nessuna risposta è arrivata, anche perché l’uomo come non ha pagato nei vent’anni precedenti non ha nessuna intenzione di pagare adesso.
Per lui è normale vivere così: per qualche tempo è stato all’interno di una roulotte parcheggiata in un terreno di Spinea, portando rifiuti e bombole di gas, ma dopo un po’ è stato mandato via anche da là. Poi aveva «occupato» forte Tron con la sua Fiat Uno, ma nemmeno lì si era potuto fermare a lungo. Adesso a Ca’ Farsetti di lui hanno perso le tracce, ma non vogliono perdere quei 130 mila euro a titolo di capitale, interessi e penali contrattuali. Nessuno ha mai capito perché non abbia fatto valere l’usufrutto sui magazzini e sui terreni per vivere meglio. Forse perché la pensa come «Hans cassonetto» il barbone romano morto bruciato nella notte di Natale: aveva rifiutato 250 mila euro in contanti di un’eredità, una villa ed alcuni appartamenti che gli aveva lasciato sua madre. Diceva che soltanto così poteva sentirsi libero.

fonte :  http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2011/30-dicembre-2011/clochard-quindici-proprieta-comune-presenta-conto-1902697711530.shtml

Ogni tanto finisce bene !

Santa Margherita Ligure - Adesso è davvero una storia di Natale, con il lieto fine, come nella tradizione dickensiana. Nico, il cagnolino scomparso la notte della vigilia, ieri ha riabbracciato il suo padrone, il clochard Miki.


È stato ritrovato a Genova, la mattina stessa del furto, compiuto da un gruppo di ragazzini che, dopo aver passato la serata a Santa Margherita, stava facendo ritorno nel capoluogo. Arrivati alla stazione di Brignole, si sono imbattuti in Ivana Valeri Gismondi, proprietaria della Gioielleria Gismondi ma, soprattutto, amante degli animali, che, senza poter sapere cosa era accaduto poche ore prima alla stazione di Santa Margherita, ha avvicinato il gruppetto di giovani e ha chiesto loro di chi fosse quel piccolo cagnolino bianco, senza collare e senza guinzaglio. Qualche spiegazione raffazzonata, un racconto contraddittorio, una situazione anomala, insomma. La signora Ivana, allora, ha preso di petto la situazione e ha convinto uno dei ragazzini a consegnarle il cane e lo ha portato a casa con sé, in via San Bartolomeo degli Armeni. Era la mattina del 24 dicembre, Nico stava bene e la signora Ivana si è presa cura di lui, come fosse uno dei suoi (tanti) animali di casa. Poi, ha raccontato la storia a sua figlia, Debora Gismondi, ballerina alla Scala di Milano, scesa in Riviera per trascorrere il periodo di festa. Hanno fatto il Natale, tutti insieme.


La famiglia Gismondi e il piccolo Nico. Ma Ivana non si dava pace per il cucciolino bianco che si è ritrovata in casa e del quale sapeva solo che proveniva da Santa Margherita, come era scappato ad uno dei ragazzini del branco, al momento del casuale incontro alla stazione di Brignole. Ieri, Ivana, stava proprio per recarsi a Santa Margherita, con la foto di Nico stampata su vari manifesti, da affiggere in città, al fine di capire di chi fosse quel simpatico meticcio. «È stato un calvario – racconta Ivana Valeri Gismondi - Se non fossi riuscita a convincere quei ragazzini, avrebbero abbandonato il cagnolino in mezzo alla strada, perché nessuno sarebbe riuscito ad accudirlo. Sono stati giorni d’ansia anche per me, perché volevo fare qualcosa per quella bestiola, ma non sapevo come rintracciare il suo padrone». Ma proprio mentre stava per mettersi in viaggio, è arrivata la chiamata della figlia Debora che, a Camogli, aveva appena letto Il Secolo XIX e l’articolo sul clochard Miki e sul suo cagnolino scomparso. Debora ha subito chiamato la redazione di Radio 19, che in questi giorni aveva più volte trattato l’argomento, diffondendo anche un appello del sindaco Roberto De Marchi, ripreso poi dal “Decimonono”. «Il cane è a casa di mia mamma - ha raccontato Debora Gismondi - Uscendo presto la mattina, ha notato in zona stazione Brignole un gruppo di ragazzi che avevano l’animaletto. Temendo che potessero fargli del male li ha avvicinati e li ha convinti a farselo consegnare».

Così, ieri pomeriggio, lo stesso sindaco Roberto De Marchi, fra i primi ad attivarsi nella ricerca del cagnolino, è andato di persona a Genova, a casa Gismondi, per riportare a Santa Margherita il piccolo Nico. Che, in serata, è stato riconsegnato al suo padrone, in piazza Caprera, uno dei suoi ritrovi abituali, festeggiatissimo dai tanti commercianti e cittadini che, in questi giorni, si sono prodigati nelle ricerche.

fonte :  http://www.ilsecoloxix.it/p/levante/2011/12/27/AOyv0tZB-michele_tornato_braccia.shtml?hl

martedì 27 dicembre 2011

Già .....

In piedi dai..... che fa' bene!

Troppi senzatetto, via le panchine

Polemica a Foggia contro il Comune : Sono state tolte da via XXIV Maggio (quartiere Ferrovia)
Iniziativa di due assessori dello Psi. Protestano Pd e Sel

FOGGIA — Le panchine attirano gli extracomunitari, le prostitute, i tossici, i barboni. E allora si eliminano: via le prime, via i secondi. È questa la convinzione alla base del provvedimento preso dagli assessorati ai Lavori pubblici e Attività produttive, guidati da Vinicio Di Gioia (Psi) e Federico Iuppa (Psi). Togliendo le panchine in viale XIV Maggio, spariranno anche extracomunitari e prostitute. Nei giorni scorsi le prime quattro sono state rimosse. A breve, come conferma il dirigente dell’assessorato Fernando Biagini, se ne toglierà qualcun’altra. Poi si aspetterà di vedere cosa accade: se l’opera di «bonifica» non avrà dato i suoi effetti, allora saranno eliminate le altre. Finché non spariranno tutte e 30

RACCOLTA DI FIRME - Tutto è nato da una petizione firmata da un centinaio di cittadini e commercianti che risiedono e lavorano nel quartiere Ferrovia con la quale si chiedeva all’amministrazione di intervenire in quanto la situazione era diventata intollerabile. Questo nonostante in quella strada ci sia la presenza costante di una pattuglia interforze. Per altro la riqualificazione di questa zona centralissima della città, mai iniziata, era stato un tema della campagna elettorale del sindaco, Gianni Mongelli. Più semplice intervenire sull’arredo urbano. «C’è stata una riunione interassessorile - racconta il dirigente - se le cose miglioreranno rimetteremo le panchine».

CONTRARI - La decisione ha suscitato un vespaio di polemiche. «È come se su corso Roma, visto che ci sono molti uccelli e questi sporcano, risolvessimo il problema tagliando gli alberi», ha sottolineato Leonardo De Sanctis (Sel). «Credo che le istituzioni abbiano il dovere di far sentire la loro presenza ed arginare fenomeni di degrado urbano, ma questa è la strada sbagliata, inoltre rimuovere le panchine ha un costo, probabilmente superiore a quello che ci sarebbe costato l'installazione di telecamere». Prende le distanze anche il presidente del Consiglio comunale, Raffaele Piemontese (Pd): «Provvedimenti di questo tipo sono uno schiaffo alla città e non si possono assumere senza un minimo confronto. In quel quartiere esiste un problema vero di sicurezza ma è su questo che, in stretta collaborazione con prefettura e forze dell’ordine, bisogna intervenire. Non mi riconosco in questa decisione che spero venga immediatamente rivista». «La rimozione delle panchine è un atto inutile. Si rischia di alimentare la vulgata razzista» fa notare la Cgil all’amministrazione Mongelli. E intanto il tam tam su Facebook ha amplificato la protesta. E c’è chi propone: «Raccogliamo le firme per eliminare gli scranni e le poltrone a Palazzo di città, così spariranno anche consiglieri e assessori».

Fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/12-dicembre-2011/troppi-barboni-comune-toglie-panchinefoggia-polemica-maggioranza-1902501247655.shtml