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martedì 27 dicembre 2011

In piedi dai..... che fa' bene!

Troppi senzatetto, via le panchine

Polemica a Foggia contro il Comune : Sono state tolte da via XXIV Maggio (quartiere Ferrovia)
Iniziativa di due assessori dello Psi. Protestano Pd e Sel

FOGGIA — Le panchine attirano gli extracomunitari, le prostitute, i tossici, i barboni. E allora si eliminano: via le prime, via i secondi. È questa la convinzione alla base del provvedimento preso dagli assessorati ai Lavori pubblici e Attività produttive, guidati da Vinicio Di Gioia (Psi) e Federico Iuppa (Psi). Togliendo le panchine in viale XIV Maggio, spariranno anche extracomunitari e prostitute. Nei giorni scorsi le prime quattro sono state rimosse. A breve, come conferma il dirigente dell’assessorato Fernando Biagini, se ne toglierà qualcun’altra. Poi si aspetterà di vedere cosa accade: se l’opera di «bonifica» non avrà dato i suoi effetti, allora saranno eliminate le altre. Finché non spariranno tutte e 30

RACCOLTA DI FIRME - Tutto è nato da una petizione firmata da un centinaio di cittadini e commercianti che risiedono e lavorano nel quartiere Ferrovia con la quale si chiedeva all’amministrazione di intervenire in quanto la situazione era diventata intollerabile. Questo nonostante in quella strada ci sia la presenza costante di una pattuglia interforze. Per altro la riqualificazione di questa zona centralissima della città, mai iniziata, era stato un tema della campagna elettorale del sindaco, Gianni Mongelli. Più semplice intervenire sull’arredo urbano. «C’è stata una riunione interassessorile - racconta il dirigente - se le cose miglioreranno rimetteremo le panchine».

CONTRARI - La decisione ha suscitato un vespaio di polemiche. «È come se su corso Roma, visto che ci sono molti uccelli e questi sporcano, risolvessimo il problema tagliando gli alberi», ha sottolineato Leonardo De Sanctis (Sel). «Credo che le istituzioni abbiano il dovere di far sentire la loro presenza ed arginare fenomeni di degrado urbano, ma questa è la strada sbagliata, inoltre rimuovere le panchine ha un costo, probabilmente superiore a quello che ci sarebbe costato l'installazione di telecamere». Prende le distanze anche il presidente del Consiglio comunale, Raffaele Piemontese (Pd): «Provvedimenti di questo tipo sono uno schiaffo alla città e non si possono assumere senza un minimo confronto. In quel quartiere esiste un problema vero di sicurezza ma è su questo che, in stretta collaborazione con prefettura e forze dell’ordine, bisogna intervenire. Non mi riconosco in questa decisione che spero venga immediatamente rivista». «La rimozione delle panchine è un atto inutile. Si rischia di alimentare la vulgata razzista» fa notare la Cgil all’amministrazione Mongelli. E intanto il tam tam su Facebook ha amplificato la protesta. E c’è chi propone: «Raccogliamo le firme per eliminare gli scranni e le poltrone a Palazzo di città, così spariranno anche consiglieri e assessori».

Fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/12-dicembre-2011/troppi-barboni-comune-toglie-panchinefoggia-polemica-maggioranza-1902501247655.shtml

giovedì 21 maggio 2009

Foggia, un clochard candidato a sindaco: ma si tratta solo di una «provocazione»

A diffondere la voce è stata l'associazione «Foglio di via» per richiamare l'attenzione sulla condizione dei barboni

FOGGIA - Un clochard candidato sindaco: la notizia (ghiotta e colorata) fa per molte ore il giro delle agenzie e dei web, anche nazionali. Ingannando molte redazioni. Ma non è vero nulla, si tratta solo di una «provocazione» a fin di bene, per suscitare l'attenzione sulla condizione dei senzatetto.

LA «BUFALA» - È stata costruita con tanto di video e di blog. Assegnato anche un nome al candidato-sindaco, Antonio Barbone (nomen omen) che si doveva aggiungere ai nove già in campo per contendersi la fascia tricolore di Foggia. «Anche i senza fissa dimora di Foggia hanno il loro candidato sindaco - era l'annuncio -. Si tratta di Antonio Barbone, un affermato commercialista, divenuto clochard da qualche anno, a causa di problemi economico-finanziari. Ha deciso di far conoscere a tutti i problemi che ogni giorno i suoi compagni di strada vivono sulla propria pelle», era il racconto diffuso. Il sedicente Barbone aveva stilato un suo programma in cui aveva segnato tutti gli interventi «che un bravo primo cittadino dovrebbe mettere in campo per facilitare la vita di quanti dormono per strada, nei vagoni abbandonati, sotto i porticati, sulle panchine pubbliche». I punti salienti erano: la costituzione di un dormitorio comunale, una mensa per poveri comunale, bagni pubblici in cui lavarsi, un diurno per senzatetto, l’attuazione della «Via per i poveri», la figura del consigliere aggiunto per i migranti, un Osservatorio Permanente sulle Povertà, politiche di inclusione per chi vive in fragilità sociale ed altro ancora.

LA SPIEGAZIONE - «Antonio Barbone è una persona che non esiste realmente, è un candidato virtuale. Abbiamo voluto in maniera forte scuotere l’opinione pubblica, inviando un comunicato stampa che potesse in qualche modo sollecitare l’attenzione dei mass-media. E anche di chi è veramente candidato». Emiliano Moccia è il direttore di «Foglio di via», il giornale di strada fatto dall’Associazione di volontariato di Foggia «Fratelli della stazione» che da anni si occupa di senza fissa dimora e di migranti che gravitano nei pressi dello scalo ferroviario, e spiega così la decisione della redazione di diffondere e confermare prima la notizia sulla candidatura a sindaco di Foggia di un clochard. E poi di dire che è tutto falso e che è una provocazione per sollecitare mass-media e veri candidati.


20 maggio 2009