(...) Il problema è che nei conti ufficiali ci sono solo cifre assai più alte. Nel 2009, per acquisto di beni, servizi e manutenzione, erano usciti 2 miliardi 192 milioni e 401mila euro. Un anno dopo la cifra era salita a 2 miliardi 213 milioni e 154mila euro. Nel 2011, il totale recitava 2 miliardi 214 milioni e 962 mila euro. Cioè sia nel 2010, sia nel 2011 erano usciti 20 e 22 milioni in più rispetto a prima. Eppure l'assessore sventola una tabella di risparmi fatti con 18 gare.
La spiegazione della massaia rende semplice la soluzione. È come se uno va a fare la spesa al supermercato avendo in mano la lista delle cose da comprare. Girando per gli scaffali vede tanti prodotti in promozione, con sconti accattivanti. Tutta roba che nella sua lista della spesa non c'è, magari non gli serve neppure, ma è in offerta e la prende. Alla fine, sullo scontrino, vede una voce che lo inorgoglisce: lo sconto totale ottenuto grazie alle offerte. E fa finta di non vedere che dal suo portafoglio sono comunque usciti molti più soldi di quelli che avrebbe speso senza gli sconti, limitandosi a comprare il necessario.
Che in Regione sia successo qualcosa di assai simile lo confermano i consiglieri del Pdl, che hanno dimostrato come nei conti veri il tanto sbandierato risparmio di Montaldo sia in realtà un bagno di sangue per le casse liguri. «Ho chiesto di vedere voce per voce gli acquisti fatti e le forniture arrivate alle varie aziende sanitarie per capire dove siano finiti i 74 milioni - incalza il vice presidente del consiglio, Gino Morgillo -. I conti dettagliati non ce li hanno ancora dati, questi sembrano taroccati». Sulla tabella dell'assessore ci sono ad esempio 7,8 milioni risparmiati con l'acquisto di pacemaker e defibrillatori. Oppure 854mila euro in meno per materassi antidecubito su un totale di spesa di 1 milione e 806mila euro. Cioè un ribasso di quasi il 50 per cento. Cifre false? «No - spiega serafico il capogruppo Marco Melgrati -. Ma magari poi scopriamo che quei defibrillatori non vanno bene, i medici non li usano e ne vengono acquistati altri. O magari abbiamo materassi scontati che però non vanno bene per i letti che abbiamo, e si devono acquistare i letti nuovi».
Ma questa situazione si inserisce in un quadro di gestione della Sanità fallimentare, dove l'assessore Montaldo procede con decisioni apparentemente positive, che a conti fatti si traducono in nuovi dissesti. «È il caso dei tanti tagli e degli accorpamenti dei reparti. Ora si parla dei due reparti del Galliera, in passato abbiamo avuto tanti esempi simili che hanno portato a peggioramenti dei conti e delle liste d'attesa - aggiunge Roberto Bagnasco -. È anche avvilente per la dignità dei consiglieri regionali che tutto venga deciso dai tecnici e dall'assessore. Ed è grave che alcuni colleghi consiglieri di maggioranza accettino l'evidente declassamento dell'Assemblea rispetto ai temi così rilevanti come la riorganizzazione della rete dell'emergenza». Riorganizzazione che forse verrà presentata al consiglio a metà novembre, quando però le scelte saranno state già fatte. «Mi risulta che al 31 ottobre saranno chiusi quattro pronti soccorso in Liguria», sbotta Melgrati. E Morgillo ripete come l'obiettivo non sia mai quello di risparmiare davvero: «Basterebbe iniziare a tagliare i direttori generali delle Asl, visto che ormai non hanno più alcun ruolo, che tutte le scelte vengono fatte dall'alto», incalza il consigliere. Davvero imbarazzante il tentativo di replica di Montaldo che ammette esattamente la correttezza della prova della massaia: «Gli acquisti della Centrale rappresentano comunque una quota limitata della voce di acquisto di beni e servizi che comprensibilmente possono essere cresciuti, su altre voci».
fonte: http://www.ilgiornale.it/news/genova/i-barboni-e-degrado-cos-rinasce-stazione-santa-847831.html
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giovedì 15 novembre 2012
sabato 31 dicembre 2011
Ogni tanto finisce bene !
Santa Margherita Ligure - Adesso è davvero una storia di Natale, con il lieto fine,
come nella tradizione dickensiana. Nico, il cagnolino scomparso la
notte della vigilia, ieri ha riabbracciato il suo padrone, il clochard Miki.
È stato ritrovato a Genova, la mattina stessa del furto, compiuto da un gruppo di ragazzini che,
dopo aver passato la serata a Santa Margherita, stava facendo ritorno
nel capoluogo. Arrivati alla stazione di Brignole, si sono imbattuti in
Ivana Valeri Gismondi, proprietaria della Gioielleria Gismondi ma,
soprattutto, amante degli animali, che, senza poter sapere cosa era
accaduto poche ore prima alla stazione di Santa Margherita, ha
avvicinato il gruppetto di giovani e ha chiesto loro di chi fosse quel
piccolo cagnolino bianco, senza collare e senza guinzaglio. Qualche
spiegazione raffazzonata, un racconto contraddittorio, una situazione
anomala, insomma. La signora Ivana, allora, ha preso di petto la
situazione e ha convinto uno dei ragazzini a consegnarle il cane e lo ha
portato a casa con sé, in via San Bartolomeo degli Armeni. Era la
mattina del 24 dicembre, Nico stava bene e la signora Ivana si è presa
cura di lui, come fosse uno dei suoi (tanti) animali di casa. Poi, ha
raccontato la storia a sua figlia, Debora Gismondi, ballerina alla Scala
di Milano, scesa in Riviera per trascorrere il periodo di festa. Hanno
fatto il Natale, tutti insieme.
La famiglia Gismondi e il piccolo Nico. Ma Ivana non si dava pace per il cucciolino bianco che
si è ritrovata in casa e del quale sapeva solo che proveniva da Santa
Margherita, come era scappato ad uno dei ragazzini del branco, al
momento del casuale incontro alla stazione di Brignole. Ieri, Ivana,
stava proprio per recarsi a Santa Margherita, con la foto di Nico
stampata su vari manifesti, da affiggere in città, al fine di capire di
chi fosse quel simpatico meticcio. «È stato un calvario – racconta Ivana
Valeri Gismondi - Se non fossi riuscita a convincere quei ragazzini,
avrebbero abbandonato il cagnolino in mezzo alla strada, perché nessuno
sarebbe riuscito ad accudirlo. Sono stati giorni d’ansia anche per me,
perché volevo fare qualcosa per quella bestiola, ma non sapevo come
rintracciare il suo padrone». Ma proprio mentre stava per mettersi in
viaggio, è arrivata la chiamata della figlia Debora che, a Camogli,
aveva appena letto Il Secolo XIX e l’articolo sul clochard Miki e sul suo cagnolino scomparso. Debora ha subito chiamato la redazione di Radio 19,
che in questi giorni aveva più volte trattato l’argomento, diffondendo
anche un appello del sindaco Roberto De Marchi, ripreso poi dal
“Decimonono”. «Il cane è a casa di mia mamma - ha raccontato Debora
Gismondi - Uscendo presto la mattina, ha notato in zona stazione
Brignole un gruppo di ragazzi che avevano l’animaletto. Temendo che
potessero fargli del male li ha avvicinati e li ha convinti a farselo
consegnare».
Così, ieri pomeriggio, lo stesso sindaco Roberto De Marchi, fra i primi ad attivarsi nella ricerca del cagnolino, è andato di persona a Genova, a casa Gismondi, per riportare a Santa Margherita il piccolo Nico. Che, in serata, è stato riconsegnato al suo padrone, in piazza Caprera, uno dei suoi ritrovi abituali, festeggiatissimo dai tanti commercianti e cittadini che, in questi giorni, si sono prodigati nelle ricerche.
fonte : http://www.ilsecoloxix.it/p/levante/2011/12/27/AOyv0tZB-michele_tornato_braccia.shtml?hl
Così, ieri pomeriggio, lo stesso sindaco Roberto De Marchi, fra i primi ad attivarsi nella ricerca del cagnolino, è andato di persona a Genova, a casa Gismondi, per riportare a Santa Margherita il piccolo Nico. Che, in serata, è stato riconsegnato al suo padrone, in piazza Caprera, uno dei suoi ritrovi abituali, festeggiatissimo dai tanti commercianti e cittadini che, in questi giorni, si sono prodigati nelle ricerche.
fonte : http://www.ilsecoloxix.it/p/levante/2011/12/27/AOyv0tZB-michele_tornato_braccia.shtml?hl
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