sabato 8 agosto 2009

Vediamo come và a finire!!

Prende in braccio bimba: denunciato clochard

7 agosto 2009 - Secolo xix - levante

La bambina, sei anni, si allontana per qualche metro dai suoi genitori.
Tutt’attorno c’è l’intenso viavai del mercato di piazza Venezia, a Rapallo. Padre e madre della piccola si distraggono, la perdono di vista per appena qualche secondo. Poco tempo, ma è sufficiente per far sì che la bimba incroci lo sguardo di un clochard: un trentottenne di Bari, incensurato e senza fissa dimora. Lei, forse, è incuriosita da quello strano uomo con la barba e vestito malamente.

Che intenzioni avesse l’uomo quando le si è avvicinato non è stato scoperto. Sta di fatto che il clochard scambia qualche parola con la piccola, la prende in braccio. Poi compie qualche passo nella direzione opposta al punto in cui i genitori si trovano. Padre e madre, allarmati, individuano la figlia in braccio allo sconosciuto male in arnese, si spaventano, gridano. Tutti si voltano nella piazza. L’uomo lascia la bambina: ha compreso che il suo comportamento è stato notato, o forse solo frainteso, e fugge. Poi, un’ora e mezza dopo, viene ritrovato dalla polizia, e denunciato per tentata sottrazione di minore.
Scampa all’arresto solo per il fatto che, come si dice in questi casi, è trascorsa la “flagranza”, ovvero il tentativo di reato si è consumato prima dell’individuazione del responsabile. I fatti sono accaduti ieri mattina, intorno alle 11,30, in piazza Venezia, tra le bancarelle del mercato ortofrutticolo.

Protagonista dell’episodio, suo malgrado, la figlia di due commercianti che hanno il negozio nelle vicinanze della piazza. Padre e madre racconteranno poi ai poliziotti del commissariato di Rapallo, intervenuti con due volanti, di aver perso di vista la bambina per pochissimi istanti. Un tempo durante il quale la piccola esce dal negozio e si allontana di qualche metro. Il trentottenne le dice qualche frase, poi la prende in braccio. In quell’istante, i genitori individuano la figlia tra i passanti e corrono verso di lei, strappandola dall’abbraccio dello sconosciuto. Infine viene allertata la polizia. L’uomo, forse per paura di essere linciato dai passanti che avevano assistito alla scena, si dilegua nelle vie vicine alla piazza.
Gli uomini del commissariato di Rapallo cominciano a perlustrare la zona dove il fatto è avvenuto, ma del clochard non c’è traccia. Il trentottenne di Bari, forse, si è nascosto da qualche parte indeciso sul da farsi. Poi, però, torna proprio in piazza Venezia, dove qualcuno lo nota, lo riconosce e avvisa le volanti del commissariato. Gli uomini in divisa lo portano nei loro uffici per l’identificazione e la denuncia.
«Non ho fatto niente, giuro. Perché mi fate questo? Non ho ammazzato nessuno» sembra aver detto agli investigatori del commissariato. Viene avvisato il magistrato di turno, alla Procura di Chiavari. e scatta la denuncia per tentata sottrazione di minore. Per un fatto ancora, a tratti, misterioso. E sul quale ora il magistrato, che coordina l’attività investigativa dei poliziotti, dovrà fare piena chiarezza.

venerdì 7 agosto 2009

Un pò di buona musica!

Successo italiano dei Jesus Was Homeless

Se l'estate e' un periodo in cui solitamente si sentono solo i vari brani estivi, leggeri e commerciali, quella del 2009 sembra ormai caratterizzata da una presenza costante su Virgin Radio, All Music, Radio Rock e tante radio del circuito alternativo: i Jesus Was Homeless, capitanati da Tiziano Rizzuti, gia' noto esponente del mondo alternative e underground italiano. Se Melting, il loro primo singolo ha gia' riscosso successo notevole di pubblico, ora arriva anche la critica a supportare la formazione nata in USA con apprezzamenti sia dei live che dell'album "The Landing".
“Nel loro rock, racconto di storie, viaggi ed esperienze personali, descritti con uno stile influenzato dall’esperienze dell’indie rock statunitense” ha scritto su Repubblica Felice Liperi e “uno spettacolo di puro alternative rock” riporta sempre il Corriere.it.Con i live di luglio abbiamo quindi colto l'occasione per intervistare i due fondatori della band Tiziano Rizzuti e Marko Resurreccion.
D: Da dove nasce il nome Jesus Was Homeless?
R: Il nome nasce da un cartello esposto da un comunita’ di homeless che si sono stabiliti Venice Beach e che abbiamo conosciuto in viaggio…e’ un’affermazione che rivendica una sorta di orgoglio della scelta di vita e ci ha subito ispirato…per quel senso di provocazione a riflettere, non una provocazione aggressiva, ma piu’ intima, che porta a confrontarsi con alcune cose, la realta’, la societa’...Jesus Was Homeless nasce proprio da li’, da questo viaggio e dalle persone incontrate, che ci hanno aiutato a riflettere su una serie di signicati, sul fatto di essere homeless, sull’esistenza e la sopravvivenza di movimenti di pensiero al limite con le religioni e cosi’ via…

D: Un progetto nato decisamente on the road quindi…”The Landing” vive di queste influenze americane?
R: Certamente. Il song writing e’ avvenuto in questo viaggio, musiche e atmosfere vengono da li’, poi il lavoro vero e proprio e’ avvenuto in tappe e luoghi diverse.Si e’ trattato di un viaggio americano si’, pero’ non all’insegna di “USA I love you”. I luoghi e le esperienze non sono stati quelli tradizionali, ma quelli poco frequentati e conosciuti, non da cartolina californiana insomma. Abbiamo vissuto spazi che non rispondono al concetto di sogno americano, ed e’ stata questa la vera esperienza.Los Angeles e’ una citta’ decadente e soprattutto Venice, sull’Oceano, posto popolato da freaks and geeks e da persone che hanno scelto lo status di homeless e dunque concretizzano una fuga possibile. Tanti sono artisti e molto disponibili al dialogo, e’ stata un’occasione per scoprire e confrontarsi con una realta’ umana interessante e “altra”.E “The Landing”, la stessa copertina, a partire dal caravan, testimonia con le foto queste realta’. Per ricordare la volonta’ di “rivendicazione”, nel senso “tu mi discrimini, ma il tuo Dio era vicino a me”…

D:Cosa c’e’ di questo “esistenzialismo” o confronto con l’esistenza e l’alterita’ nei vostri testi?
R:Al contrario di quello che si possa pensare, nonostante gli arrangiamenti puntino su una certa orecchiabilita' e su ritmi coinvolgenti, a parte le due canzoni d’amore, il resto dei brani sono di critica sociale: “mi alzero’ daro’ fuoco alla mia scrivania e ci piscero’ sopra”.L’esperienza insomma e’ rimasta nei testi e in alcune musiche. Lo stesso singolo Melting e’ proprio una riflessione sulla sorte dei cosiddetti “perdenti” in questo sistema e nel sistema dello show business, nell’impotenza di chi non ha acquisito una serie di caratteristiche per sopraffare il prossimo e avere “successo”, in una visione imposta del mondo, in cui esistono “vincenti e perdenti”…cosa che non ci trova molto d’accordo!Poi The Landing finisce con un brano musicale dal titolo molto esplicativo: Age of Nothing.

Per i fan, ricordiamo a tutti i lettori che il nuovo album e' gia' in cantiere perche', hanno dichiarato "siamo molto ispirati e la chimica all’interno del gruppo sta generando nuove idee…"

mercoledì 5 agosto 2009

Una marcia in più!!

Dieci cose da sapere se sei un senzatetto

L’attuale crisi economica è innanzitutto una crisi del mercato immobiliare, che ha costretto centinaia di cittadini statunitensi a lasciare la loro abitazione e diventare da un giorno all’altro dei senza tetto. The Nation pubblica una lista di dieci cose che chiunque si ritrova a vivere per strada farebbe bene a sapere: come collegarsi gratis a internet e cosa portare con sé, dove trovare i migliori bagni pubblici e come far valere i propri diritti, come scegliere dove passare la notte e a chi rivolgersi in caso di difficoltà.

P:s : andate a leggerla è fantastica......!!!

martedì 4 agosto 2009

QUALCUNO LE AIUTA O NO!!!!!!

Due clochard anziane ma nessuno le aiuta

Repubblica — 02 agosto 2009

In piazzale dei Cinquecento, di fronte a Palazzo Massimo, ci vivono da anni due signore anziane, in condizioni di salute pessime. Dormono per terra e fannoi loro bisogni dentro un secchio. Le loro condizioni sono preoccupanti: a volte non riescono nemmeno ad alzarsi da terra. E' possibile debbano vivere in questa maniera ? Vorrei fare qualcosa ma non ho le possibilità economiche, e soprattutto loro hanno bisogno di un tetto.

Alexandra Marruco

Ogni tanto qualcuno ci mette il cervello!!

Sudafrica, ministro per la Casa trascorre la notte in bidonville

Circa 1,1 milione di famiglie vive oggi nelle baraccopoli

Johannesburg, 4 ago. (Apcom) 2009

Il ministro per la Casa, Tokio Sexwale, ha trascorso la scorsa notte, in pieno inverno, in una bidonville del Sudafrica, per dare prova dell'importanza accordata dal nuovo governo di Jacob Zuma alla lotta contro la povertà. Circa il 43% della popolazione del Sudafrica vive oggi con meno di due dollari al giorno. Sexwale ha trascorso la notte nella bidonville di Diepsloot, alla periferia della capitale economica sudafricana di Johannesburg, dopo le proteste e gli incidenti del mese scorso in diverse baraccopoli del paese. Gli abitanti delle bidonville hanno denunciato soprattutto la mancanza di acqua potabile ed l' elettricità. "Mi sono svegliato alle 6.30 - ha raccontato questa mattina il ministro, intervistato dalla radio pubblica SAFM - fa molto, molto freddo. Si può facilmente comprendere perché alcuni di questi bambini soffrono di ipotermia. E' straziante". Il ministro, uno degli uomini più ricchi del Sudafrica, ha quindi precisato di essersi intrattenuto con gli abitanti di Diesploot per tre ore: "Quello che si fa è lavorare con la gente, per comprendere i loro problemi. Sono molto contento perchè ho avuto informazioni molto utili". Dalla fine dell'apartheid a oggi, lo Stato sudafricano ha costruito 2,8 milioni di case. Tuttavia, si stima che siano circa 1,1 milione le famiglie ancora costrette a vivere nelle bidonville della prima potenza economica del continente africano. Sexwale ha promesso di costruire nuove case, ma ha sottolineato che non bisogna aspettarsi "miracoli", dopo che il paese è entrato in recessione per la prima volta negli ultimi 17 anni.

(fonte Afp)