mercoledì 30 aprile 2008
Un paio di sorrisi!!!
di un bar che borbotta: "Non e' possibile... non lo sapevo...
Il tizio si ferma e gli domanda: "Buon uomo cosa c'e'?".
"Non so... ho appena scoperto di essere Cristo".
"Ma che dici... Sei proprio ubriaco!".
"Non ci credi? Entra con me nel bar".
Il barbone si alza barcollando e entra nel bar con il tizio.Il barman appena lo vede esclama: "Cristo! Sei di nuovo qui ?".
Perchè i barboni dormono nei cartoni della pasta!?
perchè dove c'è Barilla.. c'è casa..
mercoledì 23 aprile 2008
Nel mondo misterioso dei barboni
Consiglio letterario!
Autore: Nicola Amato
Titolo: Il clochard
Edito da: Il Melograno
Collana: Esperimenti
Prezzo: 12,90 Euro
Questo libro partecipa al progetto "UN AIUTO A COLPI DI PENNA" promosso dall' Associazione Servizi Culturali. Per ogni copia venduta mediante Il Giralibro, l'Associazione Servizi Culturali devolverà 0,25 euro all' AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro)
Clochard. Basta la parola per far emergere una miriade di ricordi letterari, d'arte, di cultura. Emerge così una ricchezza straordinaria di impressioni, di sentimenti mescolati a sotterranea ammirazione, ansie, pene e timori per il mondo sconosciuto, irraggiungibile e composito di questi funamboli della vita, in bilico tra l'essere e il non essere, tra l'esistere e l'essere invisibili. Secondo l'articolo 270 del Codice penale francese, "i vagabondi, coloro che non hanno un domicilio, né mezzi di sussistenza e non esercitano un mestiere", sono dei clochard, deboli, ovvero coloro che, secondo l'etimologia, camminano "à cloche-pied". Vi sono molte possibili cause che possono portare alla perdita della casa. Un grosso problema sociale è rappresentato dai classici ex detenuti: molto spesso le persone appena uscite dal carcere non trovano lavoro, hanno pochi soldi e nessun luogo dove andare. Ed è su quest'ultimo dramma sociale che induce una moltitudine di individui ad abbracciare una vita da clochard, che questo romanzo intende soffermarsi. Le difficoltà della vita spesso ci portano a fare delle scelte drastiche. Decisioni che mai avremmo preso in una situazione normale di vita quotidiana. Sono di quegli eventi che pensiamo capitano solo agli altri e mai a noi stessi, come se noi ne fossimo immuni. Eventi che, al di là della loro essenza di precarietà fisica e mentale, fanno proprio delle difficoltà di vita un'esaltazione dei valori umani e della vita. Ma la vita è fatta di sconfitte e rivincite in un loop continuo: si cade e ci si rialza, e così via.
Questo romanzo è strutturato in quattro parti: la caduta, vita da barbone, il riscatto, la riabilitazione sociale. Proprio come le vicende della vita, capita a chiunque di cadere, magari per delle scelte di vita sbagliate, oppure incorrere in errori e disavventure di cui si è costretti poi a pagarne le conseguenze con un'esistenza fatta a rincorrere i propri errori. Ma arriva poi il momento che, una volta ritrovato se stessi e metabolizzato i propri errori, avviene il riscatto umano e ci si riappropria di quei valori che sembravano perduti perché gli occhi dell'anima erano bendati da falsi miti.
E' la storia di un manager di successo che, accecato dal potere e dal dio denaro, pone in ultimo piano il risvolto umano della vita. Commette degli errori fatali e la vita gli si rivolta contro. Forse un po' troppo. Affronta perciò un'esistenza da barbone, fatta di lotta per la sopravvivenza e di stenti, ma molto importante dal punto di vista umano e edificante per la sua crescita interiore. Un incontro importante ed alcuni colpi di scena lo conducono sulla via del riscatto sociale e della redenzione umana.
Commento dell'autore:
Auspico che la lettura di questo romanzo costituisca un utile stimolo per favorire un approccio positivo nei confronti dei barboni. Se vi capita, avvicinatevi pure, parlate loro, offriteli supporto, soprattutto morale, e date loro tanto calore umano: ne hanno davvero bisogno. Vi accorgerete di quali e quanti valori profondi siano imprigionati all'interno di quei corpi malridotti. Sarà un'esperienza che sicuramente vi arricchirà spiritualmente e vi farà apprezzare maggiormente le piccolezze della vita quotidiana, di cui abbiamo perso il senso perché le riteniamo scontate e ovvie.
domenica 20 aprile 2008
La scommessa di un clochard americano
Guy Ritchie, senza fissa dimora, ha aperto un sito nel quale chiede ai visitatori un dollaro a testa.
MILANO – Un barbone tra gli uomini più ricchi del mondo. Nella prossima classifica stilata da Forbes, la Bibbia del capitalismo, che celebra i cento personaggi più facoltosi del pianeta potrebbe comparire una persona che ha poco a che fare con l'establishment finanziario. Si chiama Guy Ritchie (niente a che fare con il marito di Madonna) ed è un vagabondo americano, originario di Wichita Falls, Texas. Nonostante sia da tempo senza fissa dimora e viva di espedienti, Ritchie coltiva un sogno molto ambizioso: diventare uno degli uomini più ricchi della Terra. Proprio per questo ha ideato un sito-web che in meno di un anno dovrebbe trasformare il suo desiderio in realtà.
UN DOLLARO - Partendo dalla constatazione che ormai il popolo di Internet ha ampiamente superato il miliardo di unità, dal suo sito ufficiale, Ritchie chiede ad ogni utente della rete di donargli un solo dollaro, così potrà diventare entro un anno il primo barbone miliardario. Se
Le mutande griffate in vendita sul sito di Guy Ritchie l’iniziativa avesse successo il nome di Ritchie affiancherebbe quello dei più grandi magnati della Terra come Bill Gates e Warren Buffet nella prestigiosa lista stilata dalla rivista economica. Sul sito web del barbone, tra l'altro, sono presenti diversi video, in cui è possibile ammirare le sue doti canore: Ritchie invita gli ascoltatori a scaricare le sue performance e sullo stile dei Radiohead, chiede di fare un offerta in denaro per la sua musica, ma solo se gli utenti lo desiderano
COPERTINA TAROCCATA - Ritchie ha già presentato sul web una copertina "taroccata" di Forbes che lo celebra come il primo barbone miliardario e la sua storia sta suscitando l'interesse dei blogger internazionali. Sul suo sito si possono acquistare ad un prezzo economico tazze, magliette e mutande che ricordano la sua iniziativa e sulle quali vi è scritto: «Io ho dato un dollaro a un milionario». Mancano solo 256 giorni alla fine della sua impresa e Ritchie ha per adesso racimolato solo 505 dollari, ma continua a sperare e si affida al potere di Internet. D’altronde non sarebbe la prima volta che la rete permette ad un perfetto sconosciuto di diventare ricco o di portare a termine un'impresa inimmaginabile.
I PRECEDENTI - In passato sono diventati celebri le storie di Alex Tew, ventunenne inglese divenuto milionario vendendo sul suo sitoweb «Milliondollarhomepage.com» spazi pubblicitari in lotti da un dollaro a pixel o quella del canadese Kyle MacDonald che in poco più di un anno riuscì a barattare, oggetto dopo oggetto, una graffetta rossa con una casa di due piani nello stato nordamericano.
Francesco Tortora
18 aprile 2008 Corriere della sera
mercoledì 16 aprile 2008
La Leggenda del Santo Bevitore...
"La leggenda del santo bevitore fu pubblicato per la prima volta nel 1939, pochi mesi dopo la morte di Joseph Roth, esule a Parigi - e può essere considerato, per molti versi, il suo testamento, la parabola trasparente e misteriosa che racchiude la cifra del suo autore, oggi riscoperto come uno dei più straordinari narratori di questo secolo. Il 'clochard' Andreas Katak, originario come Roth delle province orientali dell'Impero asburgico, incontra una notte, sotto i ponti della Senna, un enigmatico sconosciuto che gli offre duecento franchi. Il 'clochard', che ha un senso inscalfibile dell'onore, in un primo momento non vuole accettare, perché sa che non potrà mai rendere quei soldi. Lo sconosciuto gli suggerisce di restituili, quando potrà, alla ""piccola santa Teresa"" nella chiesa di Santa Maria di Batignolles. Da quel momento in poi la vita del 'closchard' è tutta un avvicinarsi e un perdersi sulla strada di quella chiesa, per mantenere una impossibile parola. E' come se il 'clochard' volesse ormai una sola cosa nella sua vita - rendere quei soldi -, e al tempo stesso non aspettasse altro che di essere sviato da innumerevoli 'pernod', da donne che il caso gli fa incontrare, da vecchi amici che riappaiono come comparse fantomatiche. Tutta la straziante dispersione della vita di Roth - e soprattutto dei suoi ultimi anni, quando proprio a Parigi, trovava una suprema, ultima lucidità nell'alcool - traspare in questa immagine di un uomo ormai tranquillamente estraneo a ogni società, visitato da brandelli di ricordi, generosamente disponibile a tutto ciò che incontra - e in segreto fedele a un unico e apparentemente inutile voto."