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domenica 9 maggio 2010

Leggere, Leggere, Leggere, Leggere!!

Stufo di perdere sempre

(Bozza per Lettera aperta su vari siti italiani e non)

Gentile mio sindaco,
Purtroppo sono costretto ad informarLa che la nostra polizia municipale invece da proteggerci ci si rivolta contro.
So che Lei ha molto da fare,e che la mia cosa può sembrare una "Bazzecola", ma cosi per me non è.Le scrivo con cuore rattristato dalla delusioni delle passate amministrazioni,e ho riposto molta fiducia in lei con la speranza di un mondo migliore.
Non chiedo nulla in concreto eccetto di venir rispettato come essere umano prima e come cittadino Romano poi.

Ora la storia è lunga e mi permetto di rinviarla al mio modesto blog il cui titolo è di per se un programma:

http://viveresenzafissadimora.blogspot.com/

Grazie

con rispetto

Roberto DiFeliceantonio

venerdì 28 novembre 2008

E' questione di sicurezza!

LECCO SOTTO TIRO L' ORDINANZA ANTI CLOCHARD DEL SINDACO CHE SI DIFENDE: «QUESTIONE DI SICUREZZA».

La Chiesa: «Serve accoglienza non panchine più strette»

LECCO - «Le panchine anti-clochard sono un' ipocrisia. Sono un deterrente che non risolve il problema: i senzatetto e gli immigrati vanno integrati, non allontanati». Così il prevosto di Lecco, don Franco Cecchin. «Il decoro e il rispetto dei luoghi pubblici vanno bene, ma i poveri non sono indecorosi. Capisco il dovere istituzionale del sindaco, ma non è solo con un' ordinanza che si fa rispettare l' ordine e si accresce il senso civico. Serve una politica dell' accoglienza e dell' assistenza», gli fa eco il vicario episcopale, monsignor Bruno Molinari. La Chiesa insorge sul caso delle nuove panchine alle fermate dei bus, più strette in larghezza e lunghezza, così i clochard non possono trasformarle in un giaciglio, e boccia l' ordinanza del sindaco leghista, Antonella Faggi, che «vieta di sistemare giacigli» nei luoghi pubblici e di chiedere l' elemosina in piazze e parcheggi. Pena una multa fino a 500 euro o la confisca delle offerte. Il sindaco si difende: «Mi arrivano decine di mail e telefonate di protesta contro quelle persone moleste, che ti tirano per la giacca o che dormono in pieno giorno sulle panchine. Finora non si è verificato nessun episodio di intolleranza o violenza, ma occorre prevenire». La Lega Nord, anche nel consiglio comunale dell' altra sera, ha denunciato l' insofferenza e il fastidio di tanti verso accattoni ed extracomunitari che bivaccano sotto le pensiline dei bus, in riva al lago o nei parcheggi. A fianco del sindaco è intervenuta l' azienda «Linee Lecco», che ha siglato un accordo con una multinazionale per rivoluzionare le 45 pensiline alle soste dei bus. «Non vogliamo che diventino un letto per i senzatetto - dice Fabio Dadati, presidente di "Linee Lecco" e consigliere provinciale di An - E non è vero che sono piccole, rispettano le dimensioni fissate dalla Unione europea». Sulle panchine anti-clochard, tuona Alfredo Marelli (Pd): «Siamo all' assurdo. Il Comune sbandiera le panchine più piccole ed eleva le multe a chi chiede l' elemosina, ma in realtà nasconde l' incapacità di varare una politica dell' integrazione, dell' accoglienza e di aiuto anche per le nuove povertà frutto della crisi economica». Lancia un appello al Comune don Cecchin: «Non ci escluda dalle politiche dell' assistenza e dei servizi sociali. A Lecco c' è bisogno di un dormitorio pubblico. Se non lo faranno le istituzioni pubbliche, ci penserà la parrocchia».

Paolo Marelli

26 novembre 2008 - Corriere della Sera